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Autor Thema: Una pillola a merenda.. - Hüther, Baughman  (Gelesen 3245 mal)

P.Stibbons

  • Gast
Una pillola a merenda.. - Hüther, Baughman
« am: 12. März 2012, 18:43:24 »
http://autismovaccini.com/2012/02/04/una-pillola-a-merenda/

Man beachte das Datum...
Zitat
... Occorre infine dire che si sospetta che la somministrazione continua di metilfenidato impedisca una normale crescita dei bambini: in base a uno studio che è stato fatto al riguardo, sembra che in due anni i bambini che abitualmente assumono la sostanza suddetta crescano mediamente 1,5 centimetri in meno dei bambini che non ne fanno uso [questo è solo uno dei tanti studi che mi sarei aspettato fosse tenuto in considerazione dagli espertoni delle Linee Guida sull'Autismo- J.Elia et al., Treatment of Attention-Deficit-Hyperactivity Disorder, New England Journal of Medicine, n.340, 1999, pp. 780-787].

Anche il timore di conseguenze che potrebbero manifestarsi molto tempo dopo che il farmaco è stato somministrato, fa sì che molti medici e genitori siano restii a farne uso. I farmaci modificano le condizioni in cui si sviluppa il cervello dei bambini. E’ infatti ormai certo che il metilfenidato lascia tracce durevoli nel cervello.

Fred A. Baughman – neurologo americano, autorevole esperto di ADHD e membro dell’Accademia Americana di Neurologia - dopo aver approfondito con attenzione uno studio dell’Università di Cardiff che dichiarava l’origine genetica dell’ADHD, ha preso posizione contro la ricerca pubblicata da The Lancet. “Siamo alle solite - ha dichiarato Baughman – questo non è certo il primo studio che suppone anomalie cromosomiche in pazienti ADHD. Il punto è un altro: in uno studio scientifico su piccoli in cura con Ritalin, il team del ricercatore El-Zein ha riferito: “Il trattamento ha comportato un aumento significativo nelle modifiche cromosomiche”.  Guarda caso lo staff dell’Università di Cardiff non aveva riportato lo stato clinico dei loro piccoli pazienti affetti da ADHD, la maggioranza dei quali sono stati appunto trattati con metanfetamine [Ritalin] che – come noto – possono causare atrofia cerebrale, anomalie genetiche e anche cromosomiche.

Quindi questa sostanza esercita la sua influenza sui diversi geni che si trovano nelle cellule nervose. In Germania un gruppo di lavoro diretto dal neurologo Gerald Hüther di Göttingen, facendo esperimenti su alcune cavie, ha riscontrato modificazioni nel loro cervello. I ricercatori avevano somministrato metilfenidato a dei giovani topi, avevano fatto loro raggiungere l’età adulta e poi ne avevano esaminato il cervello: in un’area ridotta di quest’ultimo il numero di vettori di dopamina si era ridotto della metà! [G. Moll, Early Methylphenidate Administration to Young Rats Cause a Persistent Reduction in the density of Striatal Dopamine Transporters, Journal of Child and Adolescent Psychopharmacology, n.11, 2001, pp. 15-24]

Secondo il Prof. Hüther il metilfenidato potrebbe provocare una carenza di dopamina, e quindi a lunga scadenza potrebbe portare all’insorgere del morbo di Parkinson. Il neurologo di Göttingen in un suo studio molto citato, e anche molto contestato [come accade a coloro che non si allineano al business farmaceutico], afferma che se si somministra il metilfenidato ai bambini si corre ”il rischio di aumentare le probabilità che insorga” la tanto temuta malattia. [G.  Hüther, Kritische Anmerkungen zu den bei ADHD-Kindern beobachteten neurobiologischen Veränderungen und den vermuteten Wirkungen von Psychostimulanzien - Ritalin -, Analytische Kinder und Jugendlichen Psychotherapie, n. 112, 2001, p. 471] ...